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Category Archives: CriBo
Leggendo “Andenken”
“La fiumana sfocia. Ma toglie e dà memoria il mare, E l’amore anche affissa assidui occhi. Ma ciò che resta fondano i poeti” (Friedrich Hölderlin) Da una riva d’alghe cresciute a grappoli piedi nell’acqua il tonfo, immagini cadute di … Continua a leggere
In fondo Bukowski
Sulla strada c’era e nel mucchio selvaggio si sparava o si fuggiva lungo le rotaie per non perdere il tram dei desideri. Sostare in quarantena per scommessa e preparare borse per partire senza sapere il punto d’atterraggio _ci si adegua_ e si … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono, poesie della confusione
Contrassegnato cammino, desideri, fogli, mucchio selvaggio, partire, scommessa, segnalibro, strada, tram
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Fontaniana
Il varco tra pensiero e corpo la zona franca aperta sulla tela / ci si passa disposti di traverso / onde o corpuscoli oltre le direttive degli squarci ci si racconta nudi e mercuriali microscopiche sfere inafferrabili e non potersi … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie
Contrassegnato amalgama, amore, confine, corpo, corpuscolo, maschera, onda, punto, rasoio di occam, rassegnazione, squarci, tela, varco, zona franca
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Orto_grafie
cortili in giorni d’afa si sta seduti sulle proprie gambe a palpebre socchiuse cancelli minimali su chi passa il giardiniere ha seminato zeri per coltivare piante immaginarie e spazi vuoti bottiglie sotterrate a testa in giù germineranno navi sottovetro alberi … Continua a leggere
1961 – epilogo d’estate
E vivo al posto suo da quella notte del trentuno agosto che lei precipitò dalla ringhiera e poi si addormentò sul marciapiede io me ne andai lasciandola sul posto__ e venni al mondo pagandomi l’accesso dal balcone Però le ho … Continua a leggere
Pubblicato in anniversario di volo, CriBo, poesie
Contrassegnato accesso, agosto, ali, asfalto, balcone, gesso, marciapiede, notte, ringhiera, ritorno, viaggio
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Telomerasi
vagabondi fuori dalle gimcane o dentro_____ fate voi ché tanto nulla cambia moltiplicarsi infine era un dettaglio divino o un diktat anche su questo fate voi l’arca non ci stupiva più di tanto eravamo zavorra … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesia umoristica, poesie
Contrassegnato cesura, clonatori, immortali, inquisitori, marinai, mitocondri, morte, replica, sballo, secchio, terraferma, tumori
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Ohm
l’edera ha un suono tra le foglie un suono che s’inerpica sui muri e sul terrazzo d’improvviso appare una donna scolpita in lapislazzuli il blu trafitto da scintille d’oro come fosse intagliata nella notte ha uno sguardo che luccica dice … Continua a leggere
Epistolario minimo
Scrive degli anni scivolati come pioggia sui vetri senza lasciare traccia d’un vissuto per quanto intermittente _lei ci metteva il cuore_ ma non rivelerà niente che lui non sappia come non saprà mai quanto sia valso assecondare impulsi d’un momento. Si … Continua a leggere
Singolarità temporali
gli orchestratori delle vie fluviali eseguono tempeste di sconcerto canoni inversi in rifrazioni d’acqua e non si può parlare ci si muore sapendosi indifesi per stanchezza chi si è rinchiuso dentro il corpo fantasma di se stesso (dei suoi mali … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie della disperazione
Contrassegnato corpo, custode, fantasma, morte, orchestratori, prigioniero, rifrazioni, sconcerto, stanchezza, vie fluviali, vita
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Il senso e la ragione
Il rischio di venire ai ferri corti in sala eventi viene addestrato il personale è conseguenza di una vita a tagli un sistema-paziente di lampade scialitiche che ti scompone in luci senza ombre un numero per nome se non s’apprende il … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato corpo estraneo, eventi, luci, malinconia, nome, ombre, ricamo, rischio, sole
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Restano solo le cornici
in una galleria d’autoritratti attraversati da letture oblique a continua scomparsa chi s’incammina lungo la sua storia vede con gli occhi chiusi e guarda indietro :sembra lo stesso … Continua a leggere
Protocollo
Passavo tra le mani _sembravano magnolie_ il bianco era il confine tra le dita il corpo rintanato in fondo agli occhi mi registrava ch’ero già finita mentre parevo appena cominciata e m’intrattenni per amore, solo per diventare una carezza e un … Continua a leggere
Origami
vagabondare intorno ai propri passi nel guscio della casa o starsene sospesi merli e cicogne in carta di sospiri fatti di piegature e sortilegi lasciandosi alle spalle assurdità da paradisi paraventi e sempre più distare dai voli che finirono in … Continua a leggere
“La vecchiaia non è roba da femminucce”
“La vecchiaia non è roba da femminucce” (Bette Davis) È come attraversare il proprio mare senza cartografie senza sestanti sé stanti al gioco delle vel(n)ature inclinazioni di fiancate il sottomondo invaso da teredini __era una volta liscio ogni pensiero_ i … Continua a leggere
anni fa
Pubblicato in CriBo, poesie, riproposte
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Linea arancione lungo un ospedale
_Si faccia una ragione_ dissero con sussiego i portatori di sacrosante verità a chi diversamente instabile chiedeva un bonus d’aria pagabile in contanti alla gran_cassa niente che spetti di diritto ma è concesso bersi le proprie lacrime _Si metta il … Continua a leggere
