20+20

scintillanza 2 -by criBo

 

Spifferati
dalle persiane d’un balcone a sud
_versi per liste_
prima che nelle fosse approdino
e che bandierefazzoletti accusino
chi se ne lascia contagiare _ma
ruba l’idea_
che poi li vedi disegnati e scritti
copincollati in fabbriche di carta
           per cure alternative
           medici senza scrupoli pre_scrivono
           controfirmando le ricett(e)azioni
           da medicine doc a farmaci generici
mentre malata di malinconia
qui sto
spargendo virus di parole e
assumo cucchiaiate di scirocco

 

 

 

 

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Co_gitanti

S’erano aggiunti alla commedia portavano parentesi e puntini civettuoli vedete – interpellavano con gli occhi – possiamo sottacere le parole quelle scritte non quelle pronunciate che re…

Sorgente: Co_gitanti

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Idiotismi

écrite - by criBo

 

Si esiste nell’appartenenza
non se ne può prescindere
_il distacco è la fine di sé stessi_
a volte si protraggono le soste
s’improvvisano sbarre di dogana
pur di restare soli per un po’

si guarda altrove
s’ignorano saluti di commiato
e tappetini con il benvenuto
i nomi sulle porte
_un numero infinito di targhette_
che ci si stanca a leggere

tempi d’alfabetismo surrogato
dizionari di suoni e ticchettii
lingua di verbi futili, e mi avvedo
che per sparire non è sufficiente
allontanarmi o chiudere le pagine
_mi servirebbe un palloncino d’elio
e un po’ di dislessia_

 

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Abituarsi a non lasciare ombra

nuvole 3 - by criBo

 

-Vedi pareti? Chiede nel dormiveglia
il capomastro delle case a picco
-Vedi la roccia conservare impronte?
è una terra che scorre come sabbia
un mondo errante
nessuno evade ma nessuno resta

nevica sale ovunque e spazza via
le regge e i bassifondi
le maniere gentili e gli abomini
_passa ogni cosa_
fossero scie di stelle o incisioni rupestri
la storia è un’illusione degli umani

però l’inafferrabile
che lo si viva di progetti o sogni
non ha necessità di registrarsi
che lo si scriva o no
che lo si dica o taccia
il pensiero è una traccia d’universo

 

 

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L’innocenza dell’acqua e altri innocenti

il faro - by criBo

Una sfilata di calzini bianchi
stesi per camminare senza i piedi
si palleggiava da ragazzi
bucando il tempo nei talloni
e sulla rena porte innalzate
tra le chiglie morte

oggi si muore a piedi nudi
_vengono da lontano_ i figli al petto
pagano il dazio a tutte le bandiere
in terraferma non li asciuga mai
l’onda ferrosa
l’ultima bolla di respiro ai pesci

approdano
corpi di vivi che sembrano morti
_i morti veri li trasporta il mare_

ed è lo stesso azzurro che c’inebria
noi che giochiamo ancora le parole
che sappiamo di zattere dipinte e melopee
a sviolinarci un plenilunio e un bacio
mentre chi sa di sale e di maree

 

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Poison

alambicchi - by criBo

 

somministrazione goccia a goccia
una mano sul collo per costringere
_parole-ghigliottine_
uomini e femmine ribelli
quando l’assuefazione si fa attendere
quando sistemi limbici e linfatici
non si estinguono prima sulle bocche
tagliate da un orecchio all’altro
_che si sorrida sempre, anche mentre si muore_
ed il cianuro tarda a inargentarci
specchi apparenti dal cuore di metallo

e tuttavia resistono
mitridatizzati per necessità
gli eroi dei giorni minimi
a escogitare antidoti all’agonia del mondo
_ talvolta ci riescono_ con formule protette
a ridare la vita a stelle moribonde
appena in tempo

 

 

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Occidentalmente oriente

guardando cassiopea

passano in fila a tessere
un domino scolora i punti e gli angoli
si piegano i contorni
si ridisegna ad ombre ciano
il niente delle ombre
_i veli non cadranno mai_

piuttosto voleranno uova di marmo
soli di zafferano, baie di carta blu
dalle caverne al cielo: i ponti delle luci
arcate in cui si scorgono viandanti
sconosciuti a sé stessi, vagamente numeri

abbiamo falci e lame
taglienti come cerchi di compasso
sembrano lune rosse
nei deserti d’Arabia

cadremo insieme
quando un soffio diventerà uragano
e nel precipitare
sapremo il dio delle pedate
il dio delle lusinghe e dei piaceri
lanciati come fossero coriandoli
in questo carnevale ch’è la vita

 

 

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γ Cassiopeiae

L’appuntamento è là sull’astro blu di pertinenza spettri d’una variabile infinita ti aspetterò con la pazienza degli umani appresa sul pianeta del dolore nell’aula magna dell’impermanenza  e ment…

Sorgente: γ Cassiopeiae

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Essenziale

balcone- by criBo

accantonare idee moleste
lasciarle ai sognatori
alle vedove bianche
ai giocatori grattaevinci

eliminare quelle arrugginite
come chiavi trovate nei cassetti
che non si sa di quali case
aprivano le porte

dimenticare nomi e ricorrenze
ma ricordare Ugo
il ragno battezzato da mio figlio
e proclamato santo quando
stanato dal soffitto
fu trucidato dall’aspirapolvere

assottigliare sempre più i contorni
lasciare che si spengano le braci
i paradossi come questo e che
ne voli via la cenere di paglia

 

 

 

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Simpatia mimetica

onda rorschach- CriBo

                              
Scrivo mare
e s’apre un no nell’acqua
un no depositato in quattro lettere
sul movimento ondoso
                          tutti che si proclamano presenti
                          quelli che non prendevano la barca
avrebbe un gatto a nove vite il timoniere
se solo avesse un libro bianco
o una scatola nera.

Passammo gli anni a diventare assenti
a registrare le parole omesse
                        bastavano risate in una chat
                        tempi di rete e di faccette blu
tu avevi la costanza
io l’altalena dell’inconsistenza
_entrambe ci delusero_ e finì
che tu prendesti il largo
                         ed io sto ancora qui
                         a scrivere sull’acqua

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Niente che già non sia

casa nel cielo - by criBo

Nell’apparire come di cristallo
intermittenza di perseidi   _si veglia_
custodi delle impronte luminose
nel desiderio che ci sia gentile
il mondo.
In procinto di andare
quale respiro e suono del divino
sperare che si cada come stelle
noi faville
che dentro un corpo opaco
traversiamo la notte
sogni d’eternità bagagli a mano
_l’ignoto dentro e fuori_
ed il pensiero
prova provata d’esistenza ma
d’infiniti ritorni
ridotti all’essenziale
svegliarci all’improvviso
in una scintillanza d’universo

 

 

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Il mondo è noi

la macchia rossa - by criBo

I nostri passi
tra le rive del sogno e le consegne
guadandoci nei corpi
per mantenerci a galla quando il fondo
non ci consente l’attraversamento

amori e amori inadeguati al salvataggio

imparammo a nuotare nell’informe
le percorrenze dalla testa ai piedi
dentro noi stessi e il magma

e siamo un dio che si sentiva solo
talmente solo da inventare noi
e tuttavia _spericolato alquanto_
per sfuggire alla propria solitudine
ci divenne infinito e inconoscibile

uno sberleffo a sé nel navigare
vene profonde e l’anima di rosso

 

dalla raccolta “Una donna di marmo nell’aiuola”
(menzione speciale Premio Lorenzo Montano)

 

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TRITTICI di Annamaria Ferramosca

Quando Annamaria mi comunicò che alcune mie immagini le avevano ispirato dei versi, ne fui felicemente sorpresa; lo fui ancora di più nel leggere in anteprima la poesia scaturita da “Il Volo”: la sua capacità di trarre dal segno l’impronta di una vita, il suo sguardo che tramutava forme in parole, in un coinvolgimento artistico e sororale, mi commosse profondamente.

Il suo progetto mi piacque moltissimo, felice che le mie opere fossero accostate a quelle  di Frida Kahlo, Modigliani, Laglia,  felice che dai colori prendessero vita le sue parole, e che da un’arte visiva ne scaturisse un’altra di così densa espressività.

Questa plaquette ne è la realizzazione  che racchiude, letteralmente, la policromia delle forme e l’arcobaleno del verso, un volumetto prezioso nella sua veste grafica e materica, come ne dice con passione e competenza Antonio Devicienti  nella sua splendida recensione su Carteggi letterari, recensione che invito a leggere perché esaustiva oltre che appassionata.

Nello sfogliare le pagine ho avuto la sensazione che queste si dilatassero in spazi espositivi di un piccolo, ma straordinario, magico museo, misteriosamente variopinto e animato.

Un luogo in cui si può scoprire d’essere, contemporaneamente, bambini attratti dalle luci e adulti  in ammirazione estatica.

Le mie impressioni di lettura sono dettate non solo dalla stima che ho per lei come poeta, ma anche dall’amicizia che ci lega, perché Annamaria è una persona speciale, attenta e generosa, uno spirito libero che spazia alla ricerca del bello, che le fa scoprire nelle altrui espressioni artistiche coloriture esistenziali, che le permette di trasformare la visione in parola, come in un processo alchemico: la sua mente un atanor in cui si fondono elementi diversi e variegati per essere trasmutati nell’oro della poesia.

cristina bove

DSC02171

 

“Esporre il proprio io al contagio di un altro io perché scaturisca un noi senza precedenti, una pluralità umana solo transitoriamente oggettivata nella figura creata dagli artisti”
(dalla prefazione di Maria Teresa Ciammaruconi)

 

_______________________

 

in magnetico ascolto del mio colore
stai traducendo questa rassegnazione
ti parlo in silenzio azzurro senza pupille

[…] Pag 11
(Amedeo Modigliani –Elvira che riposa a un tavolo)

[…] il viso per metà iluminato
di una luna stranita
semisapiente luna
che per metà mi stordisce d’estro
per metà solleva le acque
[…]
pag 23
(Frida Kahlo –l’amoroso abbraccio del’universo, ecc…)

[…] e voci calde dei raggi dietro le nuvole
inconsapevoli di irradiare amore
lei sospesa nell’ascolto battente
– la pioggia scandisce sillabe sul tetto –
[…]
pag 27
(Cristina Bove – Il volo- computer Art)

[…] il sogno è un muro bianco
che mi separa da me stessa
aspetto che dilegui
resto seduta disarticolata
in pianto trattenuto
[…]
pag 39
(Antonio Laglia – Claudia, pastello su carta 1981)

__________________________

L’autrice dei testi

Annamaria Ferramosca
Nata a Tricase, da molti anni vive a Roma, dove, in contemporanea con la dedizione alla scrittura poetica,ha lavorato come biologa nutrizionista nella ricerca. Ha ricoperto l’incarico di cultrice di Letteratura italianaall’Università Roma3. Fa parte della redazione del portale poesia2punto0.com, dove cura la rubrica non autoreferenziale Poesia Condivisa, di cui è ideatrice.
Finalista ai premi Camaiore, LericiPea, Pascoli, Lorenzo Montano, è vincitrice dei premi Astrolabio, Guido Gozzano, Renato Giorgi. La sua voce registrata è inclusa nell’Archivio delle voci dei Poeti di Firenze.
Ha pubblicato nove raccolte di poesia, tra cui la più recente è la plaquette d’arte Trittici—Il segno e la parola, DotcomPress Edizioni. E’ del 2014 Ciclica, La Vita Felice, collana Le voci Italiane, introduzione di Manuel Cohen.
Nel 2009 le è stato pubblicato, da Chelsea Editions di New York, il volume antologico bilingue Other Signs, Other Circles –Selected Poems 1990-2009, collana Poeti Italiani Contemporanei Tradotti, introduzione e traduzione di Anamaría Crowe Serrano.
Altre sue raccolte edite: Curve di livello, Marsilio, collana Elleffe, a cura di Cesare Ruffato, 2006, riedito in ebook (www.larecherche.it) nel 2014; Paso Doble, poesie a quattro mani in italiano e inglese, coautrice Anamaría Crowe Serrano, Empiria, 2006, traduzione di Riccardo Duranti; Porte / Doors, Edizioni del Leone, prefazione di Paolo Ruffilli e traduzione di A. C. Serrano e Riccardo Duranti, 2002; Porte di terra dormo, plaquette, Dialogo Libri, 2001; Il versante vero, Fermenti, introduzione di Plinio Perilli, 1999, riedito in ebook (www.larecherche.it)nel 2015.
Nel 2011 Gianmario Lucini cura per le edizioni puntoacapo il quaderno monografico La Poesia Anima Mundi, con la silloge Canti della prossimità e con cd di letture dell’autrice.
E’ autrice antologizzata e suoi testi sono apparsi in numerosi siti web di settore, come poesia2punto0.com; la dimora del tempo sospeso; blancdetanuque; poetry-wave-senecio; carte allineate; la poesia e lo spirito; arcipelagoitaca; l’estroverso; fili d’aquilone; sulle riviste italiane Poesia, La Clessidra, La Mosca di Milano, Le voci della Luna, e in traduzione, su riviste straniere: Gradiva; Italian Poetry Revue (USA), Fire; Poetry Wales (U.K.) Salzburg Revue (Austria), Poezia (Romania), Poiein (Grecia).
Ha curato di recente la versione poetica italiana di poesie scelte del poeta romeno Gheorghe Vidican nel volume 3D – Gheorghe Vidican—poesie 2003-2013, CFR, 2015. Per quest’opera è stata insignita del Diploma di Eccellenza dal Ministero della Cultura di Romania.
Ulteriori notizie, testi e recensioni su www.annamariaferramosca.it
Per contatti: ferrannam@gmail.com
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I quattro artisti

Amedeo Modigliani, (Livorno,1884– Parigi,1920), è stato pittore e scultore. Formatosi in Italia a Livorno poi a Firenze e Venezia, a 22 anni si trasferì a Parigi, dove si affermò soprattutto per i suoi ritratti femminili dai volti stilizzati e dal collo allungato.

Frida Kahlo, (Coyoacan, 1907 – 1954) è stata una pittrice messicana. E’ divenuta celebre per i suoi autoritratti ispirati alle tradizioni popolari precolombiane, con i quali, ricorrendo a figure tratte dalle civiltà native, intendeva affermare la propria identità messicana.

Cristina Bove, Nata nel 1942, vive a Roma dal ’63. Artista poliedrica, si occupa di pittura, scultura, arte digitale, fotografia, e scrittura. Ha pubblicato libri di poesia e narrativa e cura alcuni blog di poesia in rete.

Antonio Laglia, nato nel 1953, vive e lavora a Roma. Pittore della scuola romana, è stato allievo di Alberto Ziveri. Ha tenuto negli anni numerose mostre personali e conseguito importanti premi e riconoscimenti.

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Topografie

stalattiti - by criBo

segnali di pianure, zone fluviali, invasi
d’origine vulcanica, vette mai conquistate
e vie di mare
sono i tatuaggi che mi fanno viva
tra i punti cardinali d’una tavola

il tempo invece reclama versamenti
pagabili a scadenza
con incessante lavorio di scavo
per riportare in superficie erosioni somatiche
cicatrici-madrepore sbiancate da salsedine

gli occhi asciutti
inquadrano le immagini sfocate
d’una carta d’atlante
_visioni capovolte da retina a cervello_
d’isole apparse e subito sparite
visibili quel tanto che bastò
per le didascalie di circostanza

 

 

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Un sogno

verso una nuova era - by criBo

Sto per essere sfrattata da una casa (che avrei dovuto lasciare già da tempo) dal proprietario che ne reclama la restituzione; gli chiedo una proroga, perché non sono ancora riuscita a trovarne un’altra.
Con me c’è una bella donna bionda, una ex inquilina, mi pare di ricordare, che mi incoraggia a lasciare l’appartamento, comunque, perché sarà impossibile trovare una nuova casa nei dintorni.
Le chiedo dove abita adesso, mi risponde di aver traslocato da poco in un’altra bellissima, ariosa e soleggiata, purtroppo molto distante.
So che devo andarmene, e spero di trovare anch’io una buona sistemazione.
Pensando alle cose che vorrei portare con me, mi guardo intorno, ma la stanza da cui sto uscendo è completamente vuota, mentre una nebbia luminosa avanza occupandola.
Il proprietario cerca di spiegarmi che non dipende da lui se non posso più restare, dice che le case quando cominciano a riempirsi di questa nebbia finiscono per sparire, e che se volevo restare nei paraggi, avrei dovuto arrangiarmi per strada.
Si rende conto di quanto sono preoccupata e mi dà un sacco a pelo, di un tessuto lucido e leggero, quasi un velo, blu cobalto. Visibilmente perplessa sto per andare via, quando lui aggiunge: ti riparerà a sufficienza e durerà il tempo necessario.
Mi sdraio per entrarci e, così come sono avvolta, mi rimetto in piedi, e mi allontano sentendomi ben protetta.

 

 

 

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E

scala e faville - by criBo

affiori giornalmente
come una luna a mezzogiorno
scrivo di ciò perché tacere è peggio
che accendere una lampada
votiva al di là dei graniti
intensa che mi sfuoca il centro e vengo mossa
fotografia d’una romanza
hai voglia a dire delle ridondanze
ché a nessuno ritorna la battuta
_faccio suonare un dvd di contrappunti cerebrali_
con sottofondo di Chopin
siedo nel blu di un’invenzione
e ti ci porto

mi parlavi degli anni e di dimore
ti chiedevi il perché si perda terra
mentre ancora si usano le scarpe
ti rispondevo che per me non c’era
un suolo da percorrere
e ridevi: tu vivi tra le nuvole – dicevi
e porti pioggia

sapevo bene a quale forma d’acqua
ti riferissi, e quasi mi pentivo
d’esistere un dolore _di quelli che perdurano
e che niente e nessuno potrà mai cancellare

ma adesso sai, che se la mente va per fatti suoi
tu resti  _anche se hai preso il volo_
perché ti ho messa fuori da cornici
e t’intravedo
in piccole, improvvise, luci

 

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Inconsistenza a prova di finestra

mistero gaudì_oso  - by criBo

 

un calendario senza date
_un orologio pendulo_
in forma di pozzanghera
Dalì sul davanzale, in sospensione.
Nel dormiveglia una carezza lieve
increspa l’aria
un soffio proveniente dall’altrove

un sogno speculare
inizia dove l‘altro va a finire
e in mancanza di luogo
non ha più senso il dove

 

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ero nel mio silenzio abituale

Cristina e Lucia

dopo aver conquistato lustri in libertà di sangue e cartellini cifre da disavanzi avanzi da ricucinare in maniera proponibile ho risparmiato inesorabilmente il fiato di accensioni ho dato fo…

Sorgente: ero nel mio silenzio abituale

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Chi è di scena

teatro - by criBo

 

Il balcone fiorito è una menzogna quotidiana
serve a coprire il niente di una botola
senza la scala d’obbligo o l‘uscita
di sicurezza
il davanzale è un trampolino verso
l‘aria che tira
oltre c’è il buio _l’assenza d’ogni consapevolezza_

ecco il perché di carnevali e feste del patrono

servisse eliminare quelli secchi
per rischiarare il vaso di pandora
falcidiarne petali
e fare posto a concretezze di terra
_sarei l’uomo-che-ride: rasoiata alla bocca_
giullare fatto apposta
diabolico e divino
nell’ignoranza di se stesso

anche la strada che fa notte presto
senza salvacondotti, o meglio, senza
dati anagrafici
uomo che sa l’inanità del nome e che
s’annaffia ogni mattina _il vizio e l’abitudine_
per non svestirsi delle foglie
pur sapendole gracili e caduche

se non sono tempeste a denudare

questo momento non finisce mai
: l’eternità della sapienza è inganno
la derisione dei giardini
l’eden di colpe mai testimoniate, e io
non ho più voglia di sapere chi
sono o non sono
_uomo-che-piange di risata inferta_
nel silenzio di dio

 

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Di nuce riflessa

guardando cassiopea

negli occhi di uno specchio
abitatori di cornici vuote
più che altro fantasmi
senza passioni da trasmettere

smetteremo di scrivere poesie
di ricorrenze stagionali
di cinguettii che ci hanno già tediato
di brutto
__e non si può trascrivere il sospetto
che tutto sia fallace
e tutto vada verso il grigio della
cenere in urna o
sparsa

non scriverò di quante volte vado
evado
cado
ché sono stufa di tutti
i progetti e le azioni a lei (me) connesse

questi non sono versi
forse nemmeno frasi
soltanto interruzioni di traghetto

ferma nel male calmo  _un déja-vu_
come una pietra al collo

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