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Category Archives: poesie
Di_stanze
filigrane d’argento, i movimenti un tintinnio di scaglie serpentine le braccia la donna tutta in un cappello da spiaggia l’uomo in costume blu nel rosso tinto del giardino d’aceri erano come foto arrotolate banconote scadute nelle tasche passarono quegli anni … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato aceri, addii, alberi, argento, calchi, filigrana, frecce direzionali, giovani, proroga, rena, salmastro
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La zattera sotto il tavolo
Dodici sedie intorno nonni cugini e zii nascosta una bambina osserva gambe e lembi di tovaglia giungono voci un gorgoglio di bolle in una boccia il grammofono gracchia qualcuno s’alza e cambia la puntina il coro a bocca chiusa … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie
Contrassegnato bambina, bolle, Cio-Cio-San, cuscino, grammofono, mare, pavimento, puntina, sedie, tavolo, veleggiare, voci, zattera
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Per farmi perdonare
d’aver amato intensamente d’aver trasmesso il senso delle nuvole più che aver posto basi di cemento e tetti in testa forse dovrei stornare il mio vissuto: madre come ho potuto e dire ai figli miei che qualche assenza involontaria non … Continua a leggere
Micro-storia
Era in principio il paramecio dalle lunghe ciglia quando l’uomo non era in calendario e le oloturie sarebbero poi state le sirene nei sogni delle amebe benché senza cervello stupirono dei primi avvistamenti delle protuberanze sul percorso bozze … Continua a leggere
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Contrassegnato ameba, braccia, brodo primordiale, brodo terminale, cigliati, faccia, gambe, homo sapiens, paramecio, protuberanze
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Non l’indeterminato
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Contrassegnato attraversamento, dato, fato, idee, indeterminato, innocenza, mente, perfetta, soglie, solitudine, traguardo
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“Della stessa sostanza delle stelle”
nel segmento spazio-temporale noi siamo il paradosso il contenuto infinitesimale che contiene il concetto d’infinito senza sovrastrutture fideistiche sapersi immersi nell’imperscrutabile tra il passato che non esiste più e il futuro che quando sopravviene è già presente … Continua a leggere
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Contrassegnato commissura, fiato, futuro, ignoto, infinito, materia, morte, paradosso, passato, presente, raggio
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Minimizzare il massimo
come se la memoria restasse talequale e non implosa nel centro della mente nova in padella stella da camera e ciabatte come se tutto ciò che fu si rovesciasse dentro un buco nero e il dopo non fosse un punto … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato buco nero, ciabatte, destino, escatologico, memoria, mente, nova, scatologico, stella
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In questa nebbia di parole
giovinezza piovuta lungo i muri anni dipinti ad acqua ricordi che si arruffano _non ne risolvo nodi_ chiudo la mente ai fiori e solo i cactus respirano il deserto il tempo ha modi poco edificanti di rimandare luoghi e fatti … Continua a leggere
Le vecchie madri nei giorni della merla
Finita la più parte d’esistenza si svegliano dal coma delle favole e se ne stanno in bilico sul ramo ad imbeccare il vento che lo spezza e tuttavia resistono nei giorni del non detto quando parole e gesti sono … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato annegare, coma, favole, goccia, madri, mogli, parole, pietà. donne, ramo, vecchie, vento, verità. braccia. vita. umanità. liertà. diritto. proclama. sacrificio
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La donna invisibile
Di lei che va sparendo attrice senza fama e senza gloria d’un film di soli titoli di coda una platea di franchi pensatori dimentica le scene entusiasmanti e annota solamente le carenze niente delle fatiche niente di tutti i … Continua a leggere
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Contrassegnato abbracci, amore, carenxe, donna, draghi, fama, film, gloria, lei. spersona, ombra. sagoma, titoli di coda
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La voce umana
da “Coordinate semplici”
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Contrassegnato apparenza, araba fenice, atanor, cenere, nero, opera al bianco, oro, oroluce, polvere, rinascere., rosso, stella, trasmutare, universo, voce umana
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Passato il dì di festa, capre e cavoli
Capisco solo adesso il nesso tra l’agnello e la verdura in sincrasia sopra la casapanca: un’esse sola fa nesso e mescolanza contenitore e stanza, delle feste rimane l’insalata di rinforzo. A Spaccanapoli c’era una volta una bambina che … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono
Contrassegnato bambina, capre, casapanca, cavoli, ciao, haidy, insalata, mare, mergellina, nonno, panche, pastori, pecore, sincrasia, spaccanapoli
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Mi ripeto (ammiccamento recidivo e pretestuoso)
iterativa ricorrente ciclica sono una partitura replicante _spaccio parole ed esse lo confermano in ricadute anadiplosiche_ diciamocelo chiaro tra di noi: scrivo le stesse cose da che sono in grado di fiatare e respirare non è forse il massimo … Continua a leggere
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Consuntivi
dal passato recente al prossimo futuro lancette che dispongono nell’aria una folata di malinconia — nessuno danza — non basta una nottata a capovolgere un’esistenza di fatica _sembra sia stato vano sopravvivere amare, confidare, rinunciare scrivere la mia … Continua a leggere
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Contrassegnato buoni, cattivo, danza, fatica, futuro, malinconia, morte, passato, scrivere, sopravvivenza, vita
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Decima dimenticanza
spiccioli di foschia versati nel cappello un’amnesia di taglio piccolo un’elemosina di luce ai vecchi che sbiadiscono sul precipizio dei ricordi gli dei stanno minuscoli al confine senza tasche ma furono schivati dai giovani che andarono per primi e sanno … Continua a leggere
Gatti non fummo a stare in una scatola
monumenti eroi fusi nel bronzo angeli tratti a forza dalla pietra figure a guardia della notte per contrastare la dimenticanza l’umana inconsistenza niente è stabile il mondo cambia mentre lo si guarda e nella dissolvenza gli osservatori sono gli osservati … Continua a leggere
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Contrassegnato angeli, bronzo, dimenticanza, eroi, inconsistenza, indeterminato, marmo, morte, pietra, vita
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Da chissà quale distanza
da un verso che si avvinghia sulla carta parole come artigli irrompono in risvolti metafisici _servissero ad un’aquilapoesia!_ e le tragedie i lutti il farsi vecchi lo stare tra la fossa ed il veglione col solito ottimista che proclama “andrà … Continua a leggere
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Contrassegnato andrà tutto bene, anima, artigli, carta, carta straccia, cocci, espediente, fossa, lutti, ombre, pagine, parole, sillabe, tranquillante, tropi, veglione
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A fine partita
giunge il momento dell’arroccoe il re della casella mattasovrano d’un centimetro quadratoè nell’abbiocco. La regina esiliatasta nell’esiguità dei panoramigli occhi hanno smesso di verificareamori e spazi.Sta di guardia alla nebbia: che non invada tutta la scacchierauna regina smessauna testa … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato abbandono, abbiocco, arrocco, fine, nebbia, pensieri, persa, re, regina, scacchi, scacchiera
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