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Category Archives: poesie
All’ombra di Poussin
_et in Arcadia ego _ si fermano i viventi appoggiati ai pensieri d’inverno per conoscerne il nesso comprese le questioni escatologiche (chi cominciò a guardare nel mistero) e la figura nascosta dietro i salici donna dalle dismesse meraviglie _non la … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, riproposte
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Di chiaro
In una lingua indicativa senza bisogno di grammatica in assenza di sillabe _al massimo una o due_ pronunceremo il titolo del film (la nostra vita in presa diretta) addurne scuse se malfunzionante ogni sistema pratico ricorriamo all’onirico almeno … Continua a leggere
CALENDARIO
Si adattano amori consumati in fretta agli interstizi verdi sussurri di parietaria né mare, né sabbia, onda di segatura, passeri sul rigo del telegrafo in fa diesis ribollire di sangue le tronche parole di miele calendario dei giorni che non … Continua a leggere
Anticipando l’ora
era trascorsa tanta vita e chi restava a completare il gioco temendo in fondo che una storia sghemba si rifugiasse ancora tra le pagine s’accomodasse a un tavolo per due vide seduta l’ombra sul punto di svanire _una certa bellezza … Continua a leggere
Prima che sia trovato il corpo
È l’acquiescenza delle cose il velo nero a smerli ben nascosto indice di una certa riluttanza a mantenere l’ordine dei piedi _scrivere calze appese ad asciugare_ tempo di mosche agli occhi le mani le congiunsero di forza _rosari … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie della confusione
Contrassegnato calze, cose, mani, mosche, ochhi, piedi, preghiere, san gennaro, sangue, teche, versi
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Di poesia che mi sostiene e cura
Si pensa che nel verso sia converso il senso _chi lo pensa accaduto e capovolto e chi narrato nella botte vin de messe si piangerà quel giorno nero divelto afasico in fazzoletti a fiorellini blu e nelle cocche a contenere ore di malesistere … Continua a leggere
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Contrassegnato accaduto, ciglio, cocche, davanzale, ecolalia, giorno, ombra, passato remoto, resa, senso, verso
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La verità nuda
la verità nuda e cruda più nuda che cruda apre le porte della carne viva separa sponde di mari verticali e senza intermediari invita il cielo a penetrare l’ orizzonte del mondo e dio si coagula in 1200 gr. Calcio … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, Fiori e fulmini, poesie
Contrassegnato acqua, calcio, dio, ferro, fosforo, glucidi, lipidi, magnesio, mari verticali, mondo, potassio, proteine, rame, sali minerali, verità nuda e cruda, zinco
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Consapevolezze provvisorie
procedere tra quanto si è perduto o soltanto scansato _immaginarsi d’oltrecielo_ in partiture d’aria in gesti disegnati nel proclamarsi vivi _ammesso che si sappia_ e presi alla sprovvista sciorinare i propri panni al filo d’un balcone essere pietre e … Continua a leggere
Le cose taciute colpiscono alle spalle
si possono sentire tra i capelli o nello spazio di un’asola metallica ingaggiare sensori di titanio insufficienti a eludere il silenzio e se la … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie della confusione
Contrassegnato asola, bene, capelli, circostanze, convenzioni, cuore, dito, letti, lumino, luna, misterioso, notte, pace, prigione, silenzio, titanio
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Finisce tutto, compreso il disamore
Si bussava alle porte nate prima dai fiori e poi dai legni _le targhe senza nome_ una sorella in fuga dalla vita un’altra dalla morte. Fuori sincrono. Cose da niente nel sapersi estinguere già prima d’apparire voce da perdonare … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene, poesie della confusione
Contrassegnato apparire, assenza, eredità, mali, morte, perdonare, porte, sorelle
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Sconfinamenti dietetici
Cominciare col se nelle retrovie di un sapere incongruo nella periferia del ricordo affioramento a bolle le letture ingredienti d’un paté de lois gras ___________ un pasticcio di regole sfidate, evase di quel tanto da … Continua a leggere
Carichi e traguardi
Calcoli di calcestruzzo per innalzare muri scritti nel libro mastro di finestre o di varchi fare gioco di lumi nasciamo prigionieri delle case facendoci bastare l’inconsistente vivere di pane però nella via lattea possiamo sconfinare e dire tanto se di … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, riproposte
Contrassegnato calcestruzzo, case, dio, finestre, io, libro mastro, lumi, muri, notte, pane, prigionieri, stelle, via lattea
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Forse viviamo in un pagliaio nell’ago
In accelerazione permanente fiumi di positroni che invece di esondare fluiscono nel punto dell’invaso dove ogni cosa esiste e non esiste dove le colocasie e le sequoie lo spolvero a sanguigna d’un affresco l’azzurrite pestata nel mortaio l’Aria di … Continua a leggere
Navigando nel web
Si cerca una notizia, una parola, e ci si ritrova ben sette anni addietro, a rievocare i primi passi in rete, le prime amicizie, i primi approcci a quelli che in futuro saranno interessi costanti e svolte di vita. Il … Continua a leggere
Diario in forma di poesia
Avevo scritto questi versi il giorno dopo, ne avevo fatto un post, ma per una sorta di pudore lo eliminai. Pensai che sarebbe dispiaciuto ai miei figli sapermi così provata. Allora perché li pubblico adesso? Perché non sono forte come … Continua a leggere
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Nuances
Sbircia dalle finestre l’azzurro cinerino del plumbago. Il trenta agosto di tanti anni fa _sembra passato solo da un minuto_ sul parapetto della balconata ancora accade. … Continua a leggere
Il mio Maestro disse
: guardati da chi non entra in casa quando la porta è aperta e quando offri regali che nessuno vuole non l’abbiamo imparato e ci sorprende vivere d’intorno ad insipienze lucidate ad arte tra briciole epuloniche elargite finché si sta … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene, TAO, Zen
Contrassegnato anima, arte, briciole, casa, colombi viaggiatori, contrade, epulone, lontananze, mercati, papiri, porta, regali, torre d'avorio
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Per non perdere il senso (oppure sì)
D’innumerevoli esistenze il pianto e il riso vite da sbarco o vite da blasoni occuparsi dei fatti dis_occuparsi di balconi e salti esiliarsi non basta per ingannare il tempo e la ragione sono finite storie e cantastorie nella piazza … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato alberi, amare, cantastorie, corpi, fiori, foglie, giardiniere, intralci, lampioni, parole, passo, piazza, sabbia
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Alla fonda
Si scivola così dall’aria al mondo dalle zone del sogno al pavimento dietro finestre senza infissi come l’avesse scardinati il tempo e come si può vivere di rose quando si è dentro spine d’uragano quando la stessa voce che … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie
Contrassegnato aria, cuore, finestra, giorno, guarigione, infissi, mondo, notte, pavimento, punto, quarantena, rose, spazi, tempo, uragano. spine. voce
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Underground
Semiviventi in quanto a credenziali saccenterie tra stipiti e stuoini tra le mani vetrini scoloriti e sulla testa zucchero filato o lucidezze … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie della disperazione
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