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Category Archives: poesie da non saper che farsene
Conciosiafossecosaché
si troverà dispersa in mille voci spiluccata da penne e da tastiere di lei resterà un graspo solitario anonimo un fantasma di vino che non avrà disposte su scaffali bottiglie etichettate _d’altri nomi battezzano in cantina_ e di piedi son … Continua a leggere
20+20
Spifferati dalle persiane d’un balcone a sud _versi per liste_ prima che nelle fosse approdino e che bandierefazzoletti accusino chi se ne lascia contagiare _ma ruba l’idea_ che poi li vedi disegnati e scritti copincollati in fabbriche di carta … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato bandiere, carta, fabbriche, fazzoletti, malinconia, medici, ricette, scirocco, spifferi, venti
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La moria ci cova
Allo scoccare delle annate spariscono le porte e chi faceva ombra non la fa e non appare nel Cheshire: la bocca è una cerniera senza più cursore a denti nudi una risata in sospensione _il resto assente_ si sfoltiscono gli … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato anagrafe, bocca, Cheshire, cursore, forbici, giornate, gola, impacature, ombra, porte, risata, sedia, sera, seta, trasgressione
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. mettere un punto
. mettere un punto per solidificare la parola estinta _il suo vissuto termina sul foglio_ magari farle un monumento solo di interpunzioni dedicarlo ai poeti che non scrivono mi ci metto perché non ho mai scritto un bel silenzio perché … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato esistenza, foglio, interpunzioni, monumento, parole, poeti, punto, silenzio, sillabe, trattini
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distopica
ci separò da amebe ed infusori ci corredò d’encefalo e colonna occhi, frattaglie, coliche, verruche peli superflui e posizione eretta sarebbe stato meglio farci a palla ché rotolando e rimbalzando almeno avremmo scorto il cielo di tanto in tanto … Continua a leggere
Pubblicato in poesia umoristica, poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato amebe, cielo, frattaglie, infusori, occhi, palla, peli superflui, verruche
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Oh mio Me!
Oh mio Me! Gridò scombussolato Dio qual è quel testo che mi fa tiranno e mi fa rabbioso con me stesso in quanto io sono tutto e tutti e mi suicido così per farmi pasqua di bomba in bomba di … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono, poesie della confusione, poesie della disperazione
Contrassegnato alberi, amore fatale, bomba, cervello, chiodi, confine, corpi, croci, dio, diritti, infiniito, Me, obbighi, pasqua, soltitudine, tomba, uomo
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Es_calation
Temere di temere e tuttavia osare dove non si sarebbe mai potuto immaginare rischiare di smarrirsi per trovarsi e infine ridere di sé stessi appollaiati sulla propria vita come gli scalatori in cima all’Es
Pubblicato in poesia umoristica, poesie, poesie da non saper che farsene
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Interlinee
senza cornici esposte negli spazi delle trame le scritture invisibili non prevedono salmi per violini o versi mammole tendono le imboscate alle parole sconfinano dai quadri belle époque dimostrano sui muri e sulle strade equazioni cruente: in segni ripidi nascosti nel … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono
Contrassegnato acheronte, belle époque, calore, cobalto, cornici, il tempo, imboscate, lampade, mammole, obolo, parole, porta, Scrittura, strade, violini
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Se perfino il telefono…
È uno scompenso tra mattina e sera questa voce che vive nei miei panni e che non vuole smettere dice che sono storia tramandata benché mi rida addosso dipinta sulla bocca una tristezza scritta col rossetto un’eco dai soppalchi alle … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato bolle d'acqua, cantine, detriti, livrea, rossetto, soppalchi, storia, telefono
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Luogo a recedere
Pubblicato in poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono, poesie della confusione, poesie della disperazione
Contrassegnato capitali, croci, cupole, furore, imperi, ippogrifi, luogo, mezzelune, minareti, network, sangue, scampo, senno, uomini
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L’io è un noi scompagnato
in prima persona è come imbattersi in sé stessi nelle proprie rovine e non si fa poesia se non si è universali con titoli accademici conoscenza di fatti e gesti anonimi non io (non ho trovato un soggettivo adatto) … Continua a leggere
Ipnagogica
ombre cinesi mobili appena al gesto delle mani sulle pareti nude intorno il circo degli imbonitori __bisognosi d’aerei personaIi sennò come si è pari a presidenti, papi, imperatori?__ Il balbuziente dio delle borgate acclama l’afasia degli istrioni a un pupazzo e … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene, poesie della confusione, poesie della disperazione
Contrassegnato afasia, altare, ammaestrare, balbuzie, catena, codice fiscale, gesù, istrioni, palla al piede, pecora, predoni, sudore, unghie
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Il senso e la ragione
Il rischio di venire ai ferri corti in sala eventi viene addestrato il personale è conseguenza di una vita a tagli un sistema-paziente di lampade scialitiche che ti scompone in luci senza ombre un numero per nome se non s’apprende il … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato corpo estraneo, eventi, luci, malinconia, nome, ombre, ricamo, rischio, sole
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scritto fatto
Ci si chiede, nel momento in cui si fa pressante la necessità di esporre il pensiero, quale sia il linguaggio che meglio lo esprima. Scaturiscono, allora, come se nascessero da un travaglio interiore, le parole nude, che la mente riveste … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie da non saper che farsene, riflessioni
Contrassegnato anima, bicchiere, costole, cuore, ingiurie, posto libero, riflessioni, sorso
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Ruggine che assottiglia l’inferriata
S’aggirano fantasmi al verderame intorno alla giacenza di connotati fuori uso discariche di vasi e d’inevasi di tutto ciò che fosse stato troppo compreso il sacrificio _talvolta imperdonato, anzi … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato amore, attesa, beffa, competenze, domani, esistenza, oggi, paura, sacrificio, sacrilegio, termine, vocabolo
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Resterà senza titolo
I giardini della memoria hanno camminamenti di sassi e croci rifioriscono in coro o muoiono in silenzio assisto da panchine deserte all’inversione non concessa solo postfazioni di minuti all’inquieto vivere … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene, riproposte
Contrassegnato arancio oro, capogiri, cortili, finestre, flauto, fronte, giardini, inversione, memoria, panchine, silenzio, trattini, vivere, voce
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Luogo a recedere
terre disabitate _sembrano_ trafitte dalle cose maledette ogni paese ha mezzelune e croci profilate nei cieli angusti varchi tra minareti e cupole: a quel dio dal bellicoso cuore, immagine degli uomini che hanno perduto il senno _e sono morti tutti gli ippogrifi_ … Continua a leggere
Consapevolezze provvisorie
procedere tra quanto si è perduto o soltanto scansato _immaginarsi d’oltrecielo_ in partiture d’aria in gesti disegnati nel proclamarsi vivi _ammesso che si sappia_ e presi alla sprovvista sciorinare i propri panni al filo d’un balcone essere pietre e … Continua a leggere
