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Category Archives: poesie
Allo specchio
L’io pavone dalle mille code si riflette nei colori sacri, si compiace di quanto appare ai cieli scrive di piume e leggerezze varie la corona vezzosa sulla testa dipinge lune e soli per distogliere l’anima pavoncella grigia dallo scoprire l’alter … Continua a leggere
Dentro il profilo niente (ovvero, la regina e il cerchio)
Cerchio delle mie brame sai dirmi perché appaio perimetrale perché son la più vuota del reame? Nel centro in cui ti trovi sei il punto spillonato dal compasso il raggio ti contorna in trasparenza se tu fossi una goccia saresti … Continua a leggere
La corsa il filo il ragno
Dopo la strada c’è lo spiazzo dei livellamenti _tutti perdenti o tutti vincitori_ l’apparire non ha significato quando si viene al dunque non è il tempo a trascorrere lo si attraversa d’infinite forme uomini come insetti in un garbuglio di … Continua a leggere
Passaggi oltre frontiera
Con le certezze che non ho metto la firma alla dogana dei sopravvissuti _un pianoterra vale una montagna_ scalandola mi perdo tra sei gradini e il cielo avanzerei su cocci vuoti e vasi di terriccio _il terrazzo è un paese … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato certezze, cielo, dogana, firma, gradini, montagna, paese, scadenze, sopravvissuti, tempo, terrazzo, terriccio
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Saper di non sapere
Quanto che non conosco cui non posso pensare per mancanza d’ipotesi e di dati! Un infinito rimestare sbirciando nel fenomeno evincere quel minimo bastante per sapermi ignorante sul confine tra i come ed i perché nel campo del noumeno l’universo … Continua a leggere
Ponendo l’attenzione
agli esseri che vivo come se fossi in loro _mostrano più di quanto dicono_ dovrei disinnescare l’intuizione essere me soltanto ma non posso ho appreso che mi fanno da custodi mi salvano dall’inventarmi retta _l’oscurità che mi appartiene è nella … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato attenzione, casa, custodi, esseri, giardini, intuizione, luce, occhi, oscurità, retta, scale, stanchezza, tempo, tomba, verità
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Camera con pista
nel labirinto d’una stanza _un otto ripetuto all’infinito_ finito il tempo delle tane il bianconiglio ha smesso di fuggire diventa trasparente contromano in pasto alle parole che l’inseguono impara la lentezza l’inanità degli orologi _la notte c’è un brusio di … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato arrivo, bianconiglio, capellaio, cartapesta, cartoline, commiato, labirinto, madre, ninnananna, nova, orologi, pareti, punto, stanza, tana, teiera, tempo, universo
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Diario di bordo
il mardimale soffia motivi stravaganti nella testa pensieri che si annidano nei versi lasciando il mondo del dolore ai sogni ma la mente nei corpi resi fragili dagli anni scalpita e non si arrende sfida la gravità _pietra che vola … Continua a leggere
su Rainews di Luigia Sorrentino
la nota critica di Giuseppe Martella* a “La simmetria del vuoto” *Giuseppe Martella
Pubblicato in poesie, recensioni
Contrassegnato Giuseppe Martella, la simmetria del vuoto, recensioni
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Il teatro delle sparizioni
abbiamo finto la felicità dei benviventi per non cedere al buio che tutto ingoia dal brodo primordiale ai grattacieli strafatti di millanterie tra vettovaglie e cure disegni di carbone sulle rocce l’ossessionante resa della forma sceneggiare la vita per non … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono, poesie della confusione, poesie della disperazione
Contrassegnato amori, brodo primordiale, buio, cure, favole, felicità, fiori, follia, forma, mente, millanterie, mmeridiane, oblio, perdono, profeti, proscenio, ragione, rocce, santi, scena, vettovaglie
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Tanto per dire
In una sottrazione di candore la fronte sottintesa vedevo il vuoto e chi sapeva della logica del fare e se ne andò per non lasciarmi sola esposta al tempo che ci sconfiggeva due cuori gli battevano nel petto uno per … Continua a leggere
Scolorimento
La durata di un corpo non garantisce la presenza né la funzione mnemonica _perdo le referenze sostanziali_ sbiadiscono gli oggetti ed i soggetti resto sgrammaticata indiscorsiva ingrata mi si perdoni questo tempo avaro di promesse questo tempo che incalza e … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono, poesie della confusione
Contrassegnato amori, contatti, corpo, durata, funzione mnemonica, materia, mondo, oggetti, promesse, referenze, soggetti, tempo
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Metto i miei versi qui
perché ne scrivo tanti e se non li esternassi mi si spegnerebbero dentro e io con loro. Che sia poesia o altro, a me interessa che ci sia un riscontro d’anime. Qualcuno leggerà, qualcuno se ne andrà, qualcuno penserà: m’anvedi … Continua a leggere
Marineria
in una sospensione punteggiata si rema dalla sedia alle pareti il porto del pensiero ha il faro spento ci si sfracella senza accorgersene sulla scogliera di vestiti smessi tra porte disegnate si naviga a memoria le bussole non segnano più … Continua a leggere
Accadimenti e deduzioni
Dalle magnificenze d’ogni sorta al degrado di slum e di favelas fasti di regni e ghetti di dannati l’opulenza sfacciata la miseria che non permette uscita gli addobbi ci distraggono dai problemi reali respiriamo veleni gli ospedali non bastano, i … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono, poesie della disperazione
Contrassegnato bambini, cancro, effimero, favelas, ghetti, imperatore, innocenza, massimi sistemi, miseria, musica, notizie, onlus, regni, ricchezza, slum, veleni, verità nuda
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Viavivendo
nel tempo relativo e in quello universale più delle cose abbandonate mi sconvolge la perdita del senso della perdita l’appiattimento che toglie colori al mondo e a quel che fu _ si sopravvive tralasciando_ domando a voi compagni di ventura … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato compagni di ventura, fuoco, giochi, linee, luce, mondo, morti, notte, perdita, tempo, trincea, universale, verità.pensieri, via, vivvi
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Vecchiaia
Incide incava scava laddove levigati ci stormiva bellezza dentro e fuori _ci siamo visti e non riconosciuti_ ragnatele calate sui profili il mio consente a luci diagonali tracciare prominenze, farle aguzze _il corpo malcelato nello scialle_ ne presagivo la caduta … Continua a leggere
Rondini
quando le disegnavo ero bambina chiusa nei quaderni per farle nere calcavo la matita talvolta fino a rompere la carta _ci volle tempo a farmela leggera la mano, il cuore no_ anni di soli inverni mandarini a natale e tutto … Continua a leggere
