
Il padre disse: basta essere padre
vado via
e scelse donne e tavoli da gioco
la madre dimezzò fotografie
pose un pensiero d’odio a mo’ di lapide
le figlie ebbero letti
in camerate gelide d’inverno
soffocanti d’estate
tavolate per orfane di vivi
rispetto a quelle dell’Addolorata
che bacchettavano il dorso delle mani
mettevano in ginocchio sul terrazzo
sui chicchi di granturco
le suore salesiane erano buone
insegnavano a scrivere e cucire
a disegnare e solfeggiare musica
ma nelle sere della solitudine
non sapevano come farsi amare
le ragazze più grandi
lavavano cataste di lenzuola
passate al turchinetto
le dita diventavano azzurrine
le piccole sedevano in disparte
giocando a ripiglino nel cortile
a ripensarci fummo fortunate
rispetto ai figli dell’oscurità
bambini sulle ruote degli esposti
noi viaggiavamo in mari di speranza
di approdare a una casa
a nostra madre
ai giorni che sarebbero arrivati
e finalmente vivere con lei
(dalla raccolta “Coordinate semplici”)




























