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Category Archives: poesie dell’abbandono
La mietitrice affetta da clemenza senile
Ha perso la sua falce nei dintorni di casa mia, qualunque fosse ne ha perdute a decine penso che m’abbia presa a benvolere se continua a tenere le distanze dagli annessi e connessi _le azioni di routine, casse … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato calendari, casa, falce, fienagione, lame, luna, morte, scorciatoie, velette nere
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Scivola
Scivola in tondo sull’ansa di una bolla un solitario schizzo che apparteneva al cielo prima di liquefarsi nella pioggia ha immagine d’un essere disperso un fantasma dell’acqua senza aggettivazioni e connotati che il vapore d’un attimo di sole … Continua a leggere
Epilogo
Veniva dagli addii cifrati da pregresse inquietudini recava un vaso d’ombra colmo di voci e giochi ritrovati _c’era nel buio qualcosa che fioriva_ in un chiarore eccentrico nessuna competenza di se stessa improvvisava nella scenografia da replicante fino ai … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono, poesie della confusione
Contrassegnato addii, alta definizione, amico, chiarore, donna, fine, giochi, incognita, inquietudine, notte, numeri, saluti, scenografia, tempo, titoli di coda, voci
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Politically incorrect
Chissà perché non mi convince appieno che siamo responsabili di tutte le sciagure del pianeta penso agli scostamenti delle faglie agli sconquassi sismici, diluvi spostamenti dell’asse per non parlare delle malattie e delle imperfezioni d’ogni sorta dalla Pangea alla civiltà, … Continua a leggere
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Contrassegnato amore, antenne, bacillo, colpe, dinosauri, odio, Pangea, pulci, rischio mortale, tempesta, uomini, vento
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Amnesie strategiche
Esiste un tempo da memorizzare un tempo tempio e mille giorni da dimenticare edificati sulle sabbie mobili dalle profondità della mia essenza ignota e disperata ho tratto l’incompiuto le poesie di sconosciute fonti e tele bianche incorniciate d’aria esposte in … Continua a leggere
Conciosiafossecosaché
si troverà dispersa in mille voci spiluccata da penne e da tastiere di lei resterà un graspo solitario anonimo un fantasma di vino che non avrà disposte su scaffali bottiglie etichettate _d’altri nomi battezzano in cantina_ e di piedi son … Continua a leggere
Quando ciò che appare nasconde ciò che è
Crede che non esista la stupida figura che si mostra dentro lo specchio del lavabo e che _per sentenziare tutto e il suo contrario_ sfugge la superficie che l‘invecchia ne dovrebbe morire _se non fosse già morta_ e se … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato cornici, corpi, finzione, giorni, lame, morire, sguardo, specchio, superficie, tempo
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Essenziale
accantonare idee moleste lasciarle ai sognatori alle vedove bianche ai giocatori grattaevinci eliminare quelle arrugginite come chiavi trovate nei cassetti che non si sa di quali case aprivano le porte dimenticare nomi e ricorrenze ma ricordare Ugo il ragno battezzato … Continua a leggere
Pubblicato in poesia, poesie dell'abbandono
Contrassegnato aspirapolvere, braci, case, cassetti, cenere, contorni, giocatori, paglia, porte, ragno, soffitto, sognatori, vedove bianche
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Topografie
segnali di pianure, zone fluviali, invasi d’origine vulcanica, vette mai conquistate e vie di mare sono i tatuaggi che mi fanno viva tra i punti cardinali d’una tavola il tempo invece reclama versamenti pagabili a scadenza con incessante lavorio di … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono, poesie della confusione
Contrassegnato cervello, didascalie, invasi, madrepore, occhi, pianure, punti cardinai, retina, sasedine, scavo, tempo, vulcani, zone fluviali
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E
affiori giornalmente come una luna a mezzogiorno scrivo di ciò perché tacere è peggio che accendere una lampada votiva al di là dei graniti intensa che mi sfuoca il centro e vengo mossa fotografia d’una romanza hai voglia a dire … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato anni, Chopin, cornici, dimore, dolore, fotografia, graniti, lampada, luci, luna, mezzogiorno, nuvole, romanza, scarpe, terra, volo
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Chi è di scena
Il balcone fiorito è una menzogna quotidiana serve a coprire il niente di una botola senza la scala d’obbligo o l‘uscita di sicurezza il davanzale è un trampolino verso l‘aria che tira oltre c’è il buio _l’assenza d’ogni consapevolezza_ … Continua a leggere
Pausa d’irriflessione
Pensavo di starmene con le mani in mano a rimediare poche cose uno sguardo alle tende in trasparenza fuori camelie in boccio il gallo ancora canta ed è stagione che non lascia scampo lui finirà nel forno, io forse andrò … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono, riproposte
Contrassegnato angelo, aprile, carabattole, demonio, mentecatti, paranoia, ricordi, versi
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Oh mio Me!
Oh mio Me! Gridò scombussolato Dio qual è quel testo che mi fa tiranno e mi fa rabbioso con me stesso in quanto io sono tutto e tutti e mi suicido così per farmi pasqua di bomba in bomba di … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono, poesie della confusione, poesie della disperazione
Contrassegnato alberi, amore fatale, bomba, cervello, chiodi, confine, corpi, croci, dio, diritti, infiniito, Me, obbighi, pasqua, soltitudine, tomba, uomo
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Terapia estensiva
Dalle serate ricadenti come cortine damascate il dialogare umano messo in scena mimetizzato da una parte dall’altra evidenziato il gesto ricorrente antico e nuovo. Nemmeno mi facevo seria tanto da ipotizzare ciò ch’era disgiunto _le carezze di vetro lungo i … Continua a leggere
Interlinee
senza cornici esposte negli spazi delle trame le scritture invisibili non prevedono salmi per violini o versi mammole tendono le imboscate alle parole sconfinano dai quadri belle époque dimostrano sui muri e sulle strade equazioni cruente: in segni ripidi nascosti nel … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono
Contrassegnato acheronte, belle époque, calore, cobalto, cornici, il tempo, imboscate, lampade, mammole, obolo, parole, porta, Scrittura, strade, violini
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Essere esseri
Si nasce innocenti si diventa colpevoli vivendo prigionieri tutti della terra dai primordi alle giungle di cemento esposti alle catastrofi costretti a ripararsi da ogni male prede dei propri impulsi vessati dal potere dei più forti non si nasce malvagi … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono, poesie della confusione, poesie della disperazione
Contrassegnato catastrofi, cemento, condanna, fine, grande zero, implosione, impostura, inferni, innocenza, male, paradisi, potere, sacro e profano, vacuità, vita
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Inerme alla Medusa
Il sortilegio il fuoco dei miei occhi quando c’era scritto il tuo nome dentro _si stupivano i fermi delle porte_ e tu pensavi fosse già finito l‘attimo consenziente ti liberavi dalle coordinate con il respiro corto forse pensavi che ti … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato donna, fuoco, gorgone, medusa, muschi, occhi, pietra, prigione, rovi, sortilegio, specchio
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