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Category Archives: poesie
ci sono giorni
Ci sono giorni che si vorrebbe tacitare il mondo scendere dai frastuoni lasciare al banco di lavoro un sosia tuttofacente riconsegnarsi a un tempo senza storia a un io senza memoria che smetta di sentirsi responsabile di paradisi inesistenti _ai … Continua a leggere
Vulcani spenti
erano vivi quando le derive dei continenti emersi li fecero svettare sui pianori quando le prime fioriture vestirono di verde i loro fianchi prima che il fuoco uscisse dalle bocche e incenerisse prati il rosso delle braci divenne fumo … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono
Contrassegnato azzurro, buio, continenti, crateri, deriva, laghi, millenni, ossidiana, pianori, pioggia, polveri, prati, tutani, vulcani
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Discorso sulla ragione dei sassi
i guardiani del tempo segnano tacche ai vivi sul lastrico dei ponti _avviso agli aspiranti suicidi: siate prudenti_ le burrasche si abbattono improvvise bisogna abbandonare ogni progetto accaparrarsi il cielo prima che l’acqua si trasformi in pietra non ci si … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono
Contrassegnato acqua, armonia, cielo, ciottolo, guardiani, lastrico, pietra, ponti, rena, ridimensionamento, sosia, suicidi, tempo, transenne
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Mari del nord
Guardala da lassù cielo che spargi nuvole sui morti e metti nomi d’acqua ai pesci sai che l’azzurro se n’è andato impera il grigio la donna ch’era prossima all’esilio traduce il mormorio delle conchiglie le litanie sommesse delle onde in … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono
Contrassegnato acqua, bottiglie, cerchi, cielo, conchglie, donna, esilio, fiordi, nuvole, onde, pesci, plastiche, polena, rena, traversate tempestose
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History of frogs
Nello stagno c’è subbuglio tutt’intorno al baciapile mezzo ratto mezzo re come scettro una ramazza per far finta di pulire l’acquitrino dei vassalli ha una nassa senza fondo dove mettere in berlina chi non pensa il suo pensiero dissuasori e … Continua a leggere
Pubblicato in poesia umoristica, poesie, poesie della rivolta
Contrassegnato acquitrino, ’o malament, baciapile, beffare, buco, castigare, deretano, dissidenti, eresia, guano, inchiostro nero, lettura, melma, nassa, poesia, ramazza, rane, Scrittura, stagno, subbuglio, trono, vassalli
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Alter ego dell’alter ego
Venire ai versi corti con me che mi tampino in terza persona _mi faccia i complimenti il revisore_ lei è una bozza di poesia incompiuta direi malriuscita lei si defila sostiene il rogo senza fumo la fossa del cestino … Continua a leggere
Buone maniere e versi da buttare
dialoghi garbati risate con bon ton riservatezza tout court sia mai che ti venissero alla mente i morti nelle stive, gli annegati le schiave sulla strada sia mai che ti spazzassero il sorriso le donne violentate le bambine sottratte ai … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono, poesie della disperazione
Contrassegnato annegati, bambini rapiti, bon ton, cieli, cosche, dialoghi, fipri, genitori assassini, mafie, mente, morti, orchi, poesia, rose, spose bambine, strada, vuoto
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Cattedrale
Sembrava una montagna d’oro l’organo della chiesa in piazza san Domenico maggiore canne torri monache inginocchiate in prima fila la bambina nuotava nell’incenso come un pesce che nulla sa di sante trafitture occhi portati in mano ferite sanguinanti nelle … Continua a leggere
Un pianto di finestra
Di là dai vetri _i giardini risultano sfocati_ una macchia d’olivi trema al vento è più lontano il mondo pensando ai fatti miei mi dichiaro innocente _capitata per caso nel mistero in sosta di brevissima durata_ qui e non so … Continua a leggere
Argine
è una parola lineare scritta dove si sta da vecchi un segno tra il possibile e il reale __i malanni distolgono__ aghi d’assaggio come aperitivi pettinavo le tempie con le mani trattenevo la vita nei capelli non compitavo l’esistenza … Continua a leggere
Nel biancore del buio
stiamo in questo silenzio soffice tu che hai perduto la personaforma io che mi alleno a perderla in un abbraccio d’aria _quando l’aria si tocca_ e mi sconfino lentamente entrando nella dimensione che ci rende vivi e muti avendo la … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono
Contrassegnato aria, dimensione, noi, notte, parola, persona, sconfinare, silenzio, stelle, suono, turbamento, vivi
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Kafkiana 2
sotto i tappeti delle feste la polvere dei giorni quando s’era vivi lucenti ho trovato un’intera staccionata ridotta in truciolato sotto i piedi bisogna camminare con cautela scrivere cose tonde e assecondare se non si vuol finire ramazzati blatte da … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie della disperazione, poesie della rivolta
Contrassegnato camminare, cancro, castello, cervello, corpo, feste, follia, kafka, mentecatti, piedi, polvere, processo, ramazzati, stupidità, tappeti
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Empirica
Quando dico “noi” è per sentirmi meno corpo solo meno assente tralascio il mio consistere di poco il non voler combattere l’acquiescenza dell’anima al dolore dei tanti _mi direi_ ma soprassiedo e pluraleggio _ci diremmo_ che tutto ci … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono
Contrassegnato anima, cielo, disordine, noi, plurale, punto infinitesimo, singolare, solitudine, sono, venti
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Spettri e diffrazioni
Sono passati e sono andati via ne sgrano i nomi in un rosario laico per evocarne almeno qualche voce persa l’assiduità del ricordare resto immobile mentre la strada va _si finge fiume_ scorre e sparisce nella notte alchemica in … Continua a leggere
Evanescenze funzionali
come in un film girato in bianco e nero si risvegliò nel letto d’ospedale il rumore del tonfo sull’asfalto finì mentre finiva in dissolvenza la scena muta del precipitare si perse in una tenebra acquiescente divenne un’amnesia tra … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie della rinascita
Contrassegnato amnesia, asfalto, donna, figli, film, futuro, luci, ospedale, precipitare, ragazza, vivere
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La banalità del bene (ovvero fronzoli e fiorami)
coccoderie di cieli sempre azzurri primaverie di prati verdi galline becchettare a verso sciolto polente e madrigali intanto che sull’aia cala la sera (sempre cala) così come una perenne fonte che disseta nel gelido sussurro di dolore fantasmi del passato … Continua a leggere
Pubblicato in poesia umoristica, poesie
Contrassegnato anatroccolo, autunno, brina, cieli azzurri, coccoderie, foglie, galline, inverno, luoghi comuni, madrigali, pennuti, rospi, rugiada, sera, versi riciclati, versi sciolti
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Nel fondaco di via S.Gregorio Armeno
Sotto le case di ringhiera la porta nera della casastalla nera come i cavalli col pennacchio e nero il cocchio versione funeraria della zucca lanterne affumicate e croci d’oro il tiro a quattro per i morti ricchi nell’ombra una … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato amichetta, bancarelle, cavalli, finestra, frontone, lanterne, mercato, mezzaluna, mondo, nonna, panni, pennacchio, porta nera, ringhiera, scalettta, scuola, sole, stalla, tiro a quattro
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Come la resurrezione delle uova di cioccolato
Saremo riciclati in tavolette supine negli orti il nome in spifferi di polvere _eravamo soggetti a regole genetiche_ ed una volta nati coperto il contenuto considerammo solo l’apparenza l’abito che fa il monaco finché il rivestimento si assottiglia e il … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono
Contrassegnato abito, Alchimia, apparenza, cioccolato, cuscini, dio, monaco, raso, regole, riciclo, segreto, stelle, tavolette
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Non posso essere la timida viola e nemmeno lo voglio
Perché la vita è un grido e non va proprio non va starsene come mosche su vetri ad aspettare che finisca il giorno. è necessario un ululato per non sentirmi solo un tubo vuoto dalla bocca a… non ho sapienza … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie della disperazione, poesie della rivolta
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La serra di Penelope
tesse il filo spinato brava donna che lavora ai ferri_corti fa maglie di grovigli ai mendicanti reti di rovi per giardini esposti al maestrale nottetempo sferruzza rimasugli di ricordi _ne ha le mani ferite, il cuore un po’ di più_ … Continua a leggere
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